Gli Abiti

Gli abiti sono ispirati al tipico abbigliamento festivo della popolazione rurale brianzola intorno al 1600, simili a quelli descritti e fatti indossare dal Manzoni a Renzo e Lucia nel romanzo de “I Promessi Sposi”. Questi abiti sono caratterizzati dalle decorazioni colorate, a simboleggiare i vari momenti liturgici della tradizione cattolica ambrosiana (Bianco nel tempo pasquale ed in quello natalizio – Rosso nella domenica delle Palme, nel Venerdì Santo e nella Pentecoste – Verde nel tempo ordinario – Viola in Avvento, in Quaresima e nelle liturgie dei defunti), dagli accessori tradizionali (raggiera, zoccoletti, cappello), ed anche dall’influenza spagnola presente in quel periodo nel territorio lecchese e dell’ alto Lario.

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Il costume maschile è composto dal tradizionale cappello di feltro con piuma di struzzo, dalla giacca caratterizzata dal taglio sulle maniche che permetteva l’uscita a sbuffo della voluminosa camicia bianca, dalla palandrana posta sopra la giacca e molto caratteristica per le sue spalline a forma di mezzaluna tipiche, come il taglio sulle maniche della giacca, della dominazione spagnola di quel periodo. Più sotto troviamo i tipici calzoni in velluto tagliati sotto il ginocchio e ornati da nastri colorati che con le lunghe calze bianche permettevano di coprire tutta la gamba dell’uomo, e infine la scarpa in cuoio a pezzo unico, senza alcuna cucitura.

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 Il costume femminile è invece caratterizzato dalla tipica raggiera di spadine in argento che ferma l’acconciatura dei capelli delle ragazze e che veniva definita come una sorta di “carta d’identità” della ragazza che la indossava. Infatti dal numero e dal tipo di spadine che formavano la raggiera si poteva sapere, l’età della ragazza e se era nubile o già sposata. Questo prezioso ornamento era diffuso in molte zone della Lombardia e le spadine variavano di forma a secondo della zona d’origine della ragazza che la indossava. L’abito vero e proprio è composto da una camicia bianca anch’essa molto voluminosa, con collo in pizzo tipico della zona, sopra la camicia veniva indossato il corpino nero che la domenica era tradizione guarnire con nastrini del colore della festa liturgica celebrata e una semplice collana di corallo rosso. Più sotto troviamo la gonna di un unico colore anch’essa ornata da nastri colorati e accompagnata dalla sottogonna bianca, dal grembiule bianco e dal foulard colorato, elementi indispensabili per i lavori domestici e non solo delle donne di quel epoca. Le gambe erano coperte da un paio di lunghe calze bianche ed ai piedi veniva calzato il tradizionale zoccolo in legno a forma di “barchetta” ornato da nastri colorati e simbolo tipico, insieme alla raggiera ed al firlinfeu, della zona del Lago di Lecco.

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