Il Firlinfeu

La ristrettezza dei mezzi disponibili non impediva forme musicali arricchite dall’accompagnamento di strumenti musicali, strumenti originali fabbricati a mano e con materiali facilmente reperibili nel territorio. Un esempio caratteristico è lo zufolo ricavato dalla canna che cresce ai margini dei fiumi, dei laghi o di zone paludose.

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Con l’unione di più canne (accuratamente scelte dopo anni di stagionatura), di diversa lunghezza e diametro sono fabbricati questi strumenti musicali nei quali il soffio è in grado di produrre la scala delle note musicali. Questo strumento è chiamato “firlinfeu” o “fit fucc” o “sifoi”, termini detti onomatopeici perchè in pratica prendono il nome dialettale dal suono che emettono, oppure con il nome di “fregamusun” dal modo con qui sono utilizzati.

Il nome proprio in italiano è “Flauto di Pan” o di “Siringa” dalla leggenda da cui si fa risalire l’invenzione di questo tipo di strumento. La leggenda mitologica narra che il dio “Pan” si era invaghito della leggiadra ninfa dei boschi “Siringa”. Si tratta di una storia d’amore infelice, perchè la ninfa per sottrarsi alle insistenti offerte del fauno, nell’affannosa fuga sarebbe caduta in uno stagno dove sarebbe annegata. Le canne palustri dello stagno raccolsero i lamenti della fanciulla ed il dio infastidito da quelle voci misteriose tagliò le canne che però, anche recise, continuarono ad emettere suoni, e così ebbe origine il flauto “Siringa”.

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La “Bonda di Canett” (in dialetto brianzolo e come nel caso del nostro gruppo) è formata principalmente da tre diverse sezioni di strumenti “firlinfeu”:

- Cantabili _ quelli più piccoli a canne corte e strette che emettono i suoni acuti e che creano la melodia delle canzoni;

- Accompagnamenti _ con canne di media lunghezza e diametro e che eseguono il contrattempo;

- Bassi _ quelli più grandi, con canne lunghe e di diametro maggiore e che emettono suoni gravi e bassi dando il tempo alle canzoni.

L’insieme di più cantabili, accompagnamenti e bassi formano una banda di “firlinfeu” creando così un effetto polifonico molto originale e completo come un complesso musicale.

Questo strumento, nelle sue diverse versioni, è molto diffuso in America Latina (dove è accompagnato da tamburo, chitarra, mandolino, flauto), nei paesi balcanici (dove viene suonato singolarmente o all’interno di orchestre o corpi bandistici), e in Lombardia nelle province di Bergamo, Como e Lecco dove inizialmente, fino al 1950 circa, veniva suonato all’interno delle tradizionali bande musicali di paese e successivamente, soprattutto in Brianza, si sono costituiti diversi gruppi di soli “firlinfeu” che si esibiscono in spettacoli folclorici suonando musiche popolari, marce, waltzer, mazurke, polke, fantasie, etc. ed accompagnando danze coreografiche e canti ispirati a momenti di vita quotidiana e di lavoro della popolazione brianzola di una volta.