La Brianzola
150° Anniversario

1858 - 2008: In una corte di Olgiate

150 anni fa iniziavano a suonare i Firlinfeu

Logo 150

Progetto Culturale per i festeggiamenti del 150° anniversario di fondazione del Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola” e per il recupero e la valorizzazione delle arti folcloriche e delle tradizioni popolari della terra di Brianza e della Lombardia


Scarica il programma dell'intero anno:

pdficon large  Programma

Il progetto culturale ed i relativi eventi d’arte folclorica e di tradizioni popolari sono promossi ed organizzati dal Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola” in collaborazione con l’Associazione “Culture Popolari e Tradizioni della Lombardia” e sono patrocinati dal Consiglio della Regione Lombardia, dalla Provincia di Lecco e dal Comune di Olgiate Molgora. La scelta del titolo del progetto è dettata dalla storia dell’origine del Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola” nato nel lontano 1858 da un gruppo di famiglie che la sera si ritrovavano in una corte della Frazione di Porchera a suonare tutti insieme il “Firlinfeu”. Il progetto prevede e propone una serie di eventi d’arte folclorica e di tradizioni popolari che verranno organizzati in alcuni luoghi di Olgiate Molgora per festeggiare questo importante e molto raro traguardo che il nostro gruppo ha raggiunto.

ANNI150 00

Durante questi vari eventi verranno proposti e trattati vari temi:
1) La nascita e la storia del Gruppo “La Brianzola”;
2) Il lavoro quotidiano del popolo rurale lombardo (antichi mestieri ed arti);
3) L’antica tradizione del carnevale;
4) Il folclore internazionale con musiche, danze e canti tradizionali di altri paesi e di altre culture;
5) Le tradizioni popolari della Lombardia, usi e consuetudini con particolare riferimento alla figura della donna nei mestieri e nelle arti che scompaiono;
6) Il “Firlinfeu”, origine, storia e costruzione;
7) La “Sperada” o “Raggiera”, origine, storia e preparazione dell’acconciatura;

Calendario Manifestazioni 150°

Sabato 12 aprile 2008 (mattina)  
Villa Sommi Picenardi
Conferenza Stampa generale con presentazione del progetto culturale, degli eventi folclorici e di tradizioni popolari e delle varie iniziative in programma;

 

Domenica 20 aprile 2008 (sera)

Corte di Villa del Corno - Loc. Porchera

“La Brianzola Racconta...” Origine, storia e spettacolo del Gruppo Folclorico “La Brianzola”;

In caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso l’Oratorio “San Giuseppe” di Olgiate Molgora

Gli eventi in programma prenderanno il via dalla corte di Villa del Corno a Porchera, storica frazione di Olgiate M. proprio perchè questa località ha visto nascere il Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola” quando nel lontano 1858 alcune famiglie della frazione, alla sera, si riunivano e si associavano per suonare il “firlinfeu” (Flauto di Pan) tradizionale e povero strumento a fiato formato da canne lacustri. Verrà proposto dal nostro gruppo lo spettacolo “teatrale” dal titolo “La Brianzola Racconta...” ideato per raccontare attraverso scenette, narrazioni, musiche, canti e danze, gli usi e le consuetudini del popolo rurale brianzolo del 1600 collegando con un filo conduttore i vari pezzi del nostro repertorio che da sempre eseguiamo e facendo particolare riferimento ad alcuni versi del romanzo dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. Interverrà anche il Dott. Claudio Ponzoni di Olgiate M., studioso di storia locale che racconterà l’origine e la storia del gruppo che ha ricostruito tramite ricerche storiche, interviste, documenti scritti e documenti fotografici.

ANNI150 01

Domenica 04 maggio 2008 (giornata)

Villa Maria – Loc. Mondonico          

“Itinerari della Memoria” Manifestazione d’arte folclorica e di tradizioni popolari con rievocazione di antichi mestieri ed arti;

In Brianza fino ai primi decenni del ‘900, l’attività agricola era la principale fonte di vita. Il lavoro era svolto prevalentemente con la sola forza delle braccia e con l’aiuto della forza degli animali, quindi un attività che richiedeva fatica, costanza, capacità e a volte l’immaginazione sapeva creare momenti di soddisfazione. In particolare con attività di gruppo, come durante il raccolto dei prodotti della campagna, la vendemmia o la fienagione, quando erano impegnate intere famiglie il lavoro veniva accompagnato dal canto. Anche in cascina con i lavori svolti sotto il portico, come la spannocchiatura o la sbucciatura dei legumi, quando erano coinvolti uomini e donne, anziani e giovani di tutta la cascina, essi si trovavano a loro agio nello scambio di notizie, nel racconto, nell’educazione dei piccoli, erano semplici espressioni di cultura popolare. L’ambiente raccolto del portico favoriva ancora una volta il canto che poteva esprimersi come modo di cantare tutti insieme ed anche in forma un poco elaborata con l’armonia di voci femminili e maschili. In questo contesto verrà effettuato l’evento “Itinerari della memoria”: nei mestieri e nelle arti che scompaiono, con la presenza di gruppi di tradizioni popolari e di antichi mestieri e gruppi d’arte folclorica che allieteranno l’evento con musiche e canti della tradizione popolare della nostra regione. I gruppi di tradizioni popolari proporranno ai visitatori antichi mestieri ed anche lavorazioni ed arti dell’ultimo secolo di vita tra le quali l’arte della filatura della lana, la fabbricazione delle trapunte per l’inverno, la lavorazione del formaggio, la produzione del sapone, etc…

Verranno anche proposti antichi mestieri con la dimostrazione sul posto di queste lavorazioni legate al passato ed ormai purtroppo in disuso, quali:

  • i castégna (lavorazione delle castagne)
  • la preponta (confezionamento della trapunta)
  • taiabora / resgatt (taglio del tronco d’albero)
  • -  contrabandier (confezionamento delle “bricolle” per il trasposto di generi di contrabando)
  • l’emigrazion (l’emigrazione in Francia e in Svizzera)
  • cestin (confezionamento ceste di vimini)
  • la lana de pegora (lavorazione della lana)
  • scafin de peza e cusì (cucito e peduli – scarpe in stoffa)
  • ricam e sciall (ricamo e confezionamento dello scialle)
  • l’magnan ca stagna (stagnatura e riparazione pentole)
  • l’pica preda (scalpellino)
  • baston e taiola (bastoni e trappole)
  • sciavatin (ciabattino)
  • lavà e stirà (lavandaie e stiratrici)
  • i cuntadin (contadini)
  • i femna ca fa l’mangià (massaie – lavori femminili in genere)
  • le merlettaie
  • dimostrazione della costruzione dei “Firlinfeu”
  • dimostrazione della pettinatura con la “Sperada” o “Raggiera”

Durante la giornata verrà anche proposto al pubblico

l’annullo postale del 150° di fondazione de “La Brianzola”

 ANNI150 02

Sabato 14 giugno 2008 (sera)

Corte Magni - Loc. Mondonico

“Le Mascherate di Dossena” Rievocazione dell’antica tradizione bergamasca del carnevale;                    

Con questo evento si vuole far conoscere anche in Brianza questa antica tradizione carnevalesca tipica del paese di Dossena in alta Val Brembana. Le mascherate conservano la festosità degli antichi carnevali contadini che solennizzavano la fine di un ciclo stagionale sfavorevole e propiziavano magicamente l'arrivo della primavera. Costituiscono un momento di socializzazione e di divertimento corale, ma anche di rilettura del presente e di recupero di un’identità culturale per rimarginare le lacerazioni subite dalla comunità dossenese nel secolo scorso (le guerre, l’emigrazione, la chiusura delle miniere, i cambiamenti sociali..). La mascherata porta nelle contrade il teatro; una commedia ad atto unico scritta da un autore locale e interpretata da attori maschi con costumi e maschere, baöte che affascinano i presenti. Rappresentata all’aperto in aie o cortili con gli spettatori in cerchio, la recita si conclude con il ballo finale. Un tempo le musiche tradizionali erano eseguite da suonatori di clarino e fisarmonica, mentre oggi l’accompagnamento musicale è prestato da una bandella, ol bandì. L’ingresso in scena dei personaggi è preceduto dai portatori del lume (uomini che reggono in mano delle lampade da minatore accese), dall'Arlecchino che mantiene l'ordine tra gli spettatori e dal Mago che presenta lo spettacolo. Nel passato l’argomento delle mascherate era prevalentemente matrimoniale, invece i temi delle mascherate attuali mutano ogni anno. Resta immutato un gruppo fondamentale di personaggi ispirati alla realtà dossenese: il Vecchio e la Vecchia, la Figlia e il Fidanzato, il Dottore e l'asino Főria. La consuetudine delle mascherate era scomparsa dopo la seconda guerra mondiale, ma è stata ripresa alla fine degli anni Sessanta dal pittore Filippo Alcaini e non si è più interrotta. Negli ultimi anni a Dossena si esibiscono due gruppi che in tempo di carnevale allestiscono e rappresentano una mascherata originale. 

ANNI150 03

Da giovedì 17 a domenica 20 luglio 2008

Oratorio “San Giuseppe” – Centro Sportivo Comunale

“Galà del Folclore” Rassegna internazionale di gruppi folclorici;

Con questa iniziativa si vuole ricordare, in maniera ridotta, i vari festival internazionali che “La Brianzola” ha organizzato ad Olgiate M. portando nel nostro paese gruppi folclorici provenienti da ogni parte del mondo e segnando la storia del gruppo nell’ultimo ventennio. Questo tipo di evento è proposto anche per far conoscere e valorizzare le musiche, i canti e le danze del folclore di altre nazioni, di altre culture, di altre etnie.

  •  Giovedì 17

Serata d’apertura del “Galà del Folclore” con esibizione dei gruppi folclorici esteri partecipanti;

  • Domenica 20

- Sfilata per le vie del paese dei gruppi folclori esteri e delle delegazioni dei gruppi folclorici e di tradizioni popolari della Regione Lombardia;

- S. Messa con la presenza di tutti i gruppi e le delegazioni presenti;

- Spettacolo pomeridiano con esibizione dei gruppi esteri, premiazione delle delegazioni dei gruppi della Regione Lombardia e chiusura del “Galà del Folclore”. 

ANNI150 04

Sabato 30 agosto 2008 (sera)

Oratorio di San Zeno      
“Folclore e Rock” Spettacolo del Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola” che abbinerà il caratteristico strumento brianzolo “Firlinfeu”, la musica, le danze ed i canti della tradizione popolare e folclorica della Brianza alla musica:
- Prog-Metal del Gruppo “Drivhell”;
- Happy Rock del Gruppo “5 Cereali”;
- Etno-Folk del Gruppo “Doppia Goccia”;

Questo evento è proposto con l’intento di avvicinare e far conoscere ai più giovani ed agli adolescenti il folclore e le tradizioni brianzole e nello specifico il nostro tipico e povero strumento: il “firlinfeu”, stimolandoli ed invogliandoli con questo innovativo e particolare spettacolo.Questo accostamento è nato per puro caso durante la serata di presentazione dell’ultimo cd dei “Drivhell” e dopo aver constato che si potevano ottenere dei buoni risultati si è deciso di riproporlo in maniera più articolata coinvolgendo altri gruppi con altri stili musicali sempre con l’idea iniziale di eseguire alcune musiche e danze del repertorio tradizionale e folclorico del nostro gruppo, accostando i nostri “firlinfeu” a strumenti ben più moderni (chitarra elettrica, basso, batteria, piano elettrico). 

ANNI150 05

Sabato 20 settembre 2008 (pomeriggio)

Cascina Buonmartino        

Convegno e mostra fotografica sulla figura della donna nei mestieri e nelle arti che scompaiono e sul ruolo di essa in assenza dell’uomo;  

Questo evento è proposto per approfondire ed articolare i temi rappresentati e rievocati durante la manifestazione che si terrà in Villa Maria e che riguardano gli usi e le consuetudini della popolazione rurale della Brianza e dell’intera Lombardia. Con una giornata di studio che si articolerà attraverso vari interventi di relatori qualificati ed appassionati di tradizioni verranno trattati in modo particolare i temi legati alla figura della donna nei mestieri e nelle arti di un tempo ed al suo ruolo in assenza dell’uomo durante il periodo dell’emigrazione, i periodi del servizio militare, il periodo bellico e durante il periodo del contrabbando e/o per i lavori che venivano eseguiti in altre località e per tutti quei periodi della storia in cui l’uomo poteva rimanere lontano da casa per parecchi mesi ed anche per anni. Per analizzare ed approfondire al meglio questi temi, durante il convegno verranno proiettati dei filmati, vi saranno degli intrattenimenti mirati con musiche e canti popolari e verrà allestita anche una mostra fotografica inerente i temi che verranno trattati durante il convegno. 

ANNI150 06

da sabato 11 a domenica 19 ottobre 2008

Sala Civica Comunale presso il plesso scolastico “Emilio Gola” di Viale Sommi Picenardi

Mostra e convegni sul tipico strumento a canne denominato “firlinfeu” (Flauto di Pan) e sulla “sperada” ornamento tipico delle donne lombarde;

Nell’ambito di questa eccezionale ricorrenza e del raggiungimento di questo importante traguardo si presenta l’occasione per proporre, far conoscere e valorizzare il tipico strumento a canne denominato “firlinfeu”, l’abito tradizionale femminile con tutti i suoi particolari ed anche preziosi ornamenti come la “sperada”. Per valorizzare questi simboli tipici della Brianza lecchese, verrà allestita una mostra dedicata al tipico e povero strumento a fiato composto da canne lacustri e denominata “firlinfeu” ed agli abiti tradizionali femminili lombardi con i loro caratteristici e originali ornamenti con particolare riferimento alla “sperada” o “raggiera” prezioso monile delle donne lombarde di un tempo.

Durante la settimana d’apertura della mostra verranno proposti due convegni:  

1- “I suoni della nostra terra” Il “firlinfeu” strumento musicale tipico della tradizione popolare lombarda, con dimostrazione della costruzione di un “firlinfeu”;

2- “A guisa de’raggi d’un aureola” La “sperada” nella tradizione lombarda, corona delle nostre regine, con dimostrazione di una pettinatura con la “sperada”;

“Il firlinfeu”:

La ristrettezza dei mezzi disponibili, non impediva forme musicali arricchite dall’accompagnamento di strumenti musicali, strumenti originali fabbricati a mano e con materiali facilmente reperibili nel territorio. Un esempio caratteristico è lo zufolo ricavato dalla canna che cresce ai margini del fiume, dei laghi o di zone paludose. Con l’unione di più canne di diversa lunghezza sono fabbricati strumenti musicali, nei quali il soffio è in grado di produrre la scala delle note musicali. Questo strumento è chiamato “firlinfeu” o “fit fucc”, termini detti onomatopeici perchè in pratica prendono il nome dialettale dal suono che emettono, oppure con il nome di “fregamusun” dal modo con qui sono utilizzati. Dalla successiva elaborazione, con una serie di strumenti partendo da quelli a canne corte e strette che emettono i suoni acuti, e passando gradualmente a quelli con canne medie e lunghe con diametro maggiore, che emettono suoni gravi e bassi, si è costruito un effetto polifonico molto originale e completo da complesso musicale. Il nome proprio in italiano è “Flauto di Pan” o di “Siringa” dalla leggenda da cui si fa risalire l’invenzione di questo tipo di strumento. La leggenda mitologica narra che il dio “Pan” si era invaghito della leggiadra ninfa dei boschi “Siringa”. Si tratta di una storia d’amore infelice, perchè la ninfa per sottrarsi alle insistenti offerte del fauno, nell’affannosa fuga sarebbe caduta in uno stagno dove sarebbe annegata. Le canne palustri dello stagno raccolsero i lamenti della fanciulla ed il dio infastidito da quelle voci misteriose tagliò le canne che però, anche recise, continuarono ad emettere suoni, e così ebbe origine il flauto “Siringa”. In Brianza con il nome di “firlinfeu” sono chiamati sia gli strumenti e sia i suonatori e nel corso degli anni sono stati costituiti diversi gruppi che si esibiscono come orchestra con musiche popolari, marce e danze coreografiche eseguite da un corpo di ballo (ballerini e ballerine) che come anche i canti sono ispirate a momenti di vita quotidiana ed a momenti di lavoro in filanda ed in campagna.

“La sperada”:

La “sperada” o “raggiera” cosi chiamata in italiano, adorna il capo della donna e le spadine che la compongono sono disposte a semicerchio come i raggi del sole. Nel dialetto Brianzolo la “sperada” o “quazz”, era la tipica acconciatura femminile esclusivamente in uso in Brianza fino al XIX° secolo e ai primi decenni del XX°. La sua storia risale da molto lontano: si presume che tale ornamento abbia avuto origine esclusivamente in Brianza, verso il 1100/1200. La sua storia è ancora in parte sconosciuta, solo il Manzoni ne parla nel suo romanzo “I Promessi Sposi”, la cui storia si svolge dall’anno 1625 al 1628.

“Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre. Le amiche si rubavano la sposa, e le facevano forza perché si lasciasse vedere: e lei s’andava schermendo, con quella modestia un po’ guerriera delle contadine, facendosi scudo alla faccia col gomito, chinandola sul busto, e aggrottando i lunghi e neri sopraccigli, mentre però la bocca s’apriva al sorriso. I neri e giovanili capelli, spartiti sopra la fronte, con una bianca e sottile drizzatura, si ravvolgevan dietro il capo in cerchi molteplici di trecce, trapassate da lunghi spilli d’argento, che si dividevano all’’intorno, quasi a guisa de’raggi d’un’aureolaa, come ancora usano le contadine del Milanese.

Ogni fanciulla, nel momento in cui smetteva di essere una bambina, aveva il diritto di non portare più le trecce lunghe: la tradizione afferma che ella riceveva in dono dai genitori il primo spillone su cui le lunghe trecce venivano puntate. Tale spillone (sponton) era di metallo, lungo una ventina di centimetri e aveva alle estremità due grosse “olivelle”. Su di esso venivano annodate le trecce che erano raccolte dietro la nuca ad indicare che la fanciulla era ormai in età da marito. Nel momento in cui essa si fidanzava, il promesso sposo le donava, quale pegno d’amore, un numero di spadine (spadit) o cucchiaini (cugialit) pari alla sua età, poi, da marito, le integrava fino ad un numero massimo di 45/47. Dal giorno del matrimonio poi, la donna, per mettere in risalto la sua nuova condizione, portava   all’interno del semicerchio di spadine, uno spadino più elaborato e in ogni modo di foggia diversa. Per completare la “sperada” oltre allo spuntone e alle spadine, venivano aggiunte da due a sei spadine con bellissimi disegni, traforate e cesellate, ottenute colando argento fuso nelle forme impresse negli ossi di seppia resistenti al calore, per un peso complessivo di circa 600 grammi di argento. Il metallo usato per la costruzione delle raggiere era solitamente argento al 1000, oppure ottone argentato, rame o altri metalli meno nobili. Solo alcune famiglie di nobili usavano farsi costruire dall’orafo la “sperada” d’oro. Si dice che anche le donne meno abbienti rinunciavano ad oggetti di prima necessità nel corredo, ma non alla “sperada”. La “raggiera” veniva acquistata da un orafo, di solito nelle città di Milano, Lecco, Monza, Como ed in alcuni casi anche in Svizzera. Dal marchio o dal codice impresso sulle spadine e sullo spuntone si può risalire all’orefice o all’artigiano che le ha costruite. Le spadine non erano infilate nei capelli, ma in un cerchietto di legno avvolto con della fettuccina nera (spighetta de cutun negher). L’ultimo periodo bellico ha fatto sì che molte “sperade” siano andate perse, per essere state consegnate allo Stato quale contributo alla Patria. Le spadine, che formavano questo prezioso ornamento tipico delle donne lombarde, corona delle nostre regine, variavano di foggia e forma a seconda delle zone di provenienza della “sperada”.

  • Sabato 11

Inaugurazione mostra e convegno “A guisa de’raggi d’un aureola” La “sperada” nella tradizione lombarda con dimostrazione di una pettinatura con la “sperada”;

La mostra rimarrà aperta tutta la settimana con ingresso libero e possibilità di organizzare delle visite guidate per le scolaresche;

  • Sabato 18

Convegno “I suoni della nostra terra” Il “firlinfeu” strumento musicale tipico della tradizione popolare lombarda con dimostrazione della costruzione di un “firlinfeu”;

  • Domenica 19

Chiusura mostra.

ANNI150 07

Domenica 16 novembre 2008 (pomeriggio)

Oratorio di Calco

“I Nonni Raccontano” Spettacolo del Gruppo “La Brianzola” sul folclore e le tradizioni della Brianza; 

Questo spettacolo è stato ideato per i bambini e i ragazzi del scuole elementari e medie inferiori di Olgiate M. e Calco e verrà proposta un esibizione “didattica” di musiche, canti e danze della tradizione folclorica e popolare della Brianza spiegando come nasce e si costruisce il nostro “firlinfeu”, come si può formare un complesso con il solo uso di questo povero strumento, come nascono i nostri balli e che cosa vogliono rappresentare ed a cosa sono ispirati i nostri abiti tipici. Durante lo spettacolo il Dott. Claudio Ponzoni narrerà racconti, filastrocche e proverbi brianzoli collegandoli all’esibizione del nostro gruppo. Lo scopo di questo evento è anche quello di coinvolgere oltre ai bambini anche i docenti delle scuole di Olgiate M. e Calco che potranno prendere spunto dal nostro spettacolo per introdurre nuovi temi di ricerca e/o di laboratorio durante l’anno scolastico che permettano di tramandare alle generazioni future tutto ciò che è strettamente legato al folclore della nostra terra.

ANNI150 08

Sabato 06 dicembre 2008 (pomeriggio)

Villa Gola Dugnani - Loc. Buttero

Presentazione del libro sull’origine e la storia del Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola”;

A corredo dei vari eventi d’arte folclorica e di tradizioni popolari inseriti nel progetto culturale si è deciso di lavorare anche per la pubblicazione di un libro che racconti l’origine e la storia del nostro gruppo e che soprattutto rimanga nel tempo quale unica testimonianza scritta ed illustrata da tramandare alle generazioni future. L’obiettivo di questo volume è di far si che le testimonianza più importanti, i ricordi, gli aneddoti e tutto ciò che è legato all’origine ed alla storia del Gruppo “La Brianzola” rimangano nel tempo e nulla di tutto questo vada perduto. Il volume sarà curato dal Dott. Claudio Ponzoni di Olgiate M., studioso di storia locale che tramite una ricerca storica, interviste, documenti scritti, documenti fotografici, archivi, etc..., collegandoli fra loro arriverà al risultato finale che è quello di scrivere la storia del nostro gruppo mettendo in risalto i fatti e gli avvenimenti più importanti, suggestivi e particolari. La presentazione del libro, alla quale è invitata tutta la popolazione di Olgiate M. e dei paesi limitrofi, avverrà alla presenza di varie autorità civili, militari, politiche e religiose, e durante la presentazione del libro vi saranno dei brevi intrattenimenti musicali del repertorio folclorico del Gruppo “La Brianzola”.

Immagine X 150

Sabato 13 dicembre 2008 (sera)

Oratorio di Olgiate M.

“Folclore a Natale” Spettacolo d’arte folclorica e bandistico

Per chiudere l’intensa annata dedicata ai festeggiamenti del 150° anniversario di fondazione del gruppo e per trasmettere i nostri auguri natalizi a tutta la popolazione di Olgiate M., dei paesi limitrofi, ai collaboratori, amici e simpatizzanti, il gruppo organizza questa serata, tradizionale appuntamento che si ripete ormai da due anni, proponendo uno spettacolo improntato sulle festività natalizie che vedrà la partecipazione, oltre che del nostro gruppo, anche di un corpo bandistico della Regione Lombardia che si esibiranno, offrendo al pubblico presente, un repertorio vario di canti popolari, musiche bandistiche e danze folcloriche per la maggior parte inerenti il Santo Natale.

ANNI150 10

Alcuni degli eventi in programma (Corte di Villa del Corno, Cascina Buonmartino, Villa Maria e la mostra ed i convegni sul “firlinfeu e sulla “sperada”) sono anche inseriti nell’ambito del Progetto Culturale a carattere regionale e di durata triennale “Le donne nella cultura popolare della Lombardia”, organizzato e promosso dall’Associazione “Culture Popolari e Tradizioni della Lombardia” con il patrocinio ed il sostegno del Consiglio Regionale della Regione Lombardia.