Repertorio
Scritto da Igor Colombo  

Il Gruppo Folclorico Firlinfeu “La Brianzola” ha un ricco programma di musiche, canti e danze tradizionali - popolari di varie epoche, dal ‘600 sino ai primi del ‘900 suonate dal nostro gruppo esclusivamente con il caratteristico zufolo di canne “Firlinfeu”, intonato su diverse tonalità che creano un effetto polifonico assai difficile da raggiungere, ma veramente originale. I suonatori eseguono waltzer, mazurke, polke, fantasie e marce di varie epoche su alcune delle quali viene aggiunto il ballo o il canto.

Repertorio 1A

Repertorio 1B

Il balletto propone danze coreografiche d’assieme a tempo di waltzer, mazurke, polke e salterelli raffigurando momenti di lavoro e di festa dei contadini brianzoli, mentre il coro esegue principalmente canti popolari della terra di Brianza ed alcuni canti che, i contadini nei campi e le donne in filanda erano soliti cantare per far trascorrere più in fretta la giornata lavorativa.

Repertorio 2A

Repertorio 2B

Innovativo per il nostro gruppo è lo spettacolo “teatrale” dal titolo “La Brianzola Racconta...” ideato per raccontare attraverso rappresentazioni sceniche, narrazioni, poesie, musiche, canti e danze, gli usi e le consuetudini del popolo rurale brianzolo del 1600 collegando con un filo conduttore i vari pezzi del nostro repertorio che da sempre eseguiamo e facendo particolare riferimento al romanzo dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni.

Negli ultimi anni, sempre in stile dello spettacolo “La Brianzola Racconta...”, il gruppo ha ideato e proposto altri tre spettacoli a tema. Il primo dal titolo “I Nonni Raccontano” per coinvolgere ed avvicinare bambini e ragazzi al mondo del folclore facendogli conoscere le nostre tradizioni popolari, il nostro dialetto, le nostre usanze ed il nostro strumento.

Il secondo spettacolo “Dalle Cinque Giornate di Milano all’Unità d’Italia” è stato ideato in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia con l’intento di rendere omaggio ai magistrali eventi ed a tutti i patrioti che hanno portato alla nascita del Bel Paese, rivivendoli attraverso racconti, scenette, musiche, balli e canti popolari rinascimentali di Milano e dintorni. L’ultimo spettacolo a tema proposto dal gruppo è stato inventato per festeggiare la ricorrenza del S. Natale e prende il titolo di “Christmas Firli”. Racconta, sottoforma di favola natalizia, la storia dei firlinfeu di Olgiate M., nel passato, nel presente ed anche nel futuro con l’esibizione di alcuni bambini che con impegno ed entusiasmo hanno imparato i nostri canti e le nostre danze.

Inoltre, il repertorio del gruppo è arricchito da alcune musiche e canti (Fantasia di Natale, Inno di Mameli, canti religiosi, etc.) non propriamente folclorici, ma “necessari” in determinati eventi, ricorrenze o funzioni religiose.  

Repertorio 3A

Repertorio 3B

TEATRI

La Brianzola Racconta

I Nonni Raccontano

Unità Italia

Christmas Firli

 

 
Balli
Scritto da Igor Colombo  

Il corpo di ballo propone danze coreografiche d’assieme a tempo di waltzer, mazurke, polke e salterelli raffigurando momenti di lavoro e di festa dei contadini brianzoli. La maggior parte di queste danze sono state create intorno agli anni ‘50 da una maestra del teatro la “Scala” di Milano amica della contessa Gola di Olgiate M. che per l’appunto, sulle antiche musiche tradizionali del gruppo ha voluto rappresentare e rievocare momenti di vita della popolazione brianzola di inizio/metà del ‘900.

BALLO

BALLO 01

LA BRIANZOLA (suono e ballo) – 3,48 minuti;

E' la festa del paese preparata con cura per stupire i vicini: nelle varie fasi del ballo i danzatori, usando giunchi di lago adornati con nastri e fiori di vari colori, simboleggiano con allegria e vivacità proprio questa festa ballando e caontando nella piazza del paese o sul sagrato della chiesa.

RAGGIO DI SOLE (suono e ballo) – 3,22 minuti;

Dopo il temporale e la conseguente ansia causata dalla paura, ecco il raggio di sole che fendendo le nubi scure preannuncia il bel tempo. Tutto torna alla serenità ed alla gioia per il pericolo passato ed il gruppo lo esprime con un vivo ed allegro waltzer figurato. E’ un omaggio al sole ed ai suoi raggi, essenziali per i frutti del lavoro agricolo nei campi.

LE PANNOCCHIE (suono e ballo) – 3,33 minuti;

Una fantasia, tra i migliori pezzi del gruppo sia per i suoni che per il ballo, che simboleggia le varie fasi della preparazione e raccolta del granoturco è l’omaggio per il frutto tanto faticosamente ottenuto. L’esaltazione e il susseguirsi di queste fasi è tanto evidente e naturale da coinvolgere lo spettatore. Dopo l’invito a recarsi tutti in campagna, con i ballerini che convergono, si sciolgono e si cercano unendosi a catena nel simboleggiare le ansie dell’attesa del frutto, eccoli esprimere la gioia per il raccolto propizio. La pannocchia passa di mano in mano ed a tempo di waltzer e marcia vengono eseguite tutte le fasi di raccolta culminanti col gruppo di ballerini che raffigurano la pannocchia sfogliata.

LA MASINA (suono e ballo) – 2,20 minuti;

Composta anni fa da un componente del nostro gruppo, essa intende rappresentare una tipica festa nel borgo. I danzatori eseguono una mazurka figurata con i vari passaggi da singoli a copie.

LA FURLANA (suono e ballo) – 4,14 minuti;

Raggruppa e simboleggia i vari tipi di balli che i contadini della Brianza avevano appreso nel loro girovagare nelle regioni vicine quando esercitavano soprattutto il mestiere di innestatori di piante (infatti le musiche che compongono questo ballo sono: La Studentina, La Romanina, La Spagnola, Il Carnevale di Venezia e il Waltzer del Buonumore). Con questi balli adattati alla musica dei firlinfeu, si sono ottenuti ottimi risultati coreografici. Il termine “furlana” (furiona) è inteso in dialetto come slancio o foga espressi dalla donna per la contentezza e la gioia del ritorno a casa del suo uomo e per l’omaggio ricevuto consistente in genere in collane di corallo grezzo che i brianzoli portavano alle loro donne al ritorno dai lunghi periodi trascorsi lontano da casa per il lavoro.

WALTZER DEL LAGO (suono e ballo) – 3,36 minuti;

Adattato sulla musica dei firlinfeu, questo waltzer crea un’atmosfera particolarmente suggestiva e con ottimi effetti coreografici. Vuol simboleggiare il movimento, l’ondolio sull’acqua delle “lucie”, le caratteristiche barche del lago di Como descritte dal Manzoni nei Promessi Sposi ed ancora in uso sulle sponde del Lario.

LE LANTERNE (suono e ballo) – 2,48 minuti;

Il ballo che il gruppo rappresenta è ispirato ai periodi in cui la maggior parte delle ragazze non sposate, dopo il lavoro nelle filande, si ritrovavano alla sera sull’aia con i ragazzi del paese, a ballare, cantare e rincorrersi nel buio tra i covoni, illuminate dalle lanterne che i ragazzi usavano per cercare le proprie innamorate. Questo waltzer crea un’atmosfera particolarmente suggestiva e con ottimi effetti coreografici.

ADDIO MIA BELLA ADDIO (suono e ballo) – 2,10 minuti;

Fantasia di motivi orecchiabili a tempo di salterello e marcia; non è un addio per la partenza ma il preannuncio della gioia che ci sarà al ritorno.

WALTZER DEI BASTONI (suono e ballo) – 3,50 minuti;

Vuol simboleggiare le varie fasi della raccolta del grano e la battitura dello stesso sull’aia con dei bastoni. I danzatori con dei bastoni adornati per l’occasione con molteplici nastri colorati diventano strumento per esprimere a ritmo di waltzer la gioia per il raccolto tanto faticosamente ottenuto.

POLKA CONTADINA (polka) – 3,00 minuti;

I contadini, alla sera dopo cena, stanchi dopo il duro lavoro nei campi, si rilassavano e divertivano ballando come in questo caso un’allegra polka sull’aia o nei cortili delle cascine.

WALTZER DI PAOLO (suono e ballo con il pubblico) – 3,26 minuti;

Questo pezzo come per il “Waltzer 2” non è propriamente della tradizione brianzola ma è eseguito dal gruppo soprattutto per coinvolgere il pubblico in un waltzer collettivo: più in tanti si è e più l’effetto scenico sarà migliore.

 

 
Canti
Scritto da Igor Colombo  

Il coro esegue canti popolari della terra di Brianza intonati ad una sola voce in modo semplice e genuino, come nei tempi passati, i nostri avi erano soliti cantare per far passare più in fretta la giornata lavorativa o per trascorrere delle allegre e serene serate in compagnia. Il gruppo corale esegue anche altri canti (Amici Miei, Inno di Mameli, canti religiosi, etc.) non propriamente tradizionali-popolari-folclorici ma, come nel caso delle musiche, “necessari” in determinati eventi, ricorrenze particolari o religiose.  

CANTO

AMICI MIEI (suono e canto) – 3,28 minuti;

Un pezzo che è ormai diventato la canzone simbolo dei gruppi folclorici lombardi e non. Dal titolo si intuisce subito che questo canto vuole trasmettere l’amicizia tra le persone provenienti da tradizioni diverse ma unite nella solidarietà e nell’amicizia fraterna.

BEL MORETTO (suono e canto) – 3,18 minuti;

Allegro pezzo del nostro repertorio che racconta dei sogni che una ragazza ripone nel matrimonio, ma che una volta sposata si accorge che la realtà è purtroppo amaramente diversa.

LA RANZA (suono e canto) – 3,39 minuti;

Questa è una tipica canzone che racconta la vita dei contadini che si recavano dall’alba al tramonto nei campi, con i carri trainati dai buoi e con le falci “Ranze” per tagliare l’erba che serviva per il mantenimento del bestiame. A sera poi, durante il ritorno verso le proprie cascine i carri lasciavano il buon profumo dell’erba appena tagliata e del fieno per tutto il paese.

NEM A VULTA’ IL FEE (suono e canto) – 3,33 minuti;

Anche questo canto, come “La Ranza”, vuole raccontare la vita ed il lavoro agricolo nei campi. Prima l’erba veniva tagliata, appunto con le falci, successivamente bisognava girarla più volte fino che asciugava, seccava bene e diventava fieno per gli animali.

LA MIA MURUSA CARA (canto e suono) – 2,40 minuti;

E’ un canto popolare che esprime anche le vicende più tristi e tragiche della vita. Questo pezzo ci narra la storia di una giovane innamorata che ritorna a casa con il grembiule bagnato di lacrime per aver salutato tanti giovani del suo paese che partivano per la guerra: tra questi soldati c’è anche il suo innamorato, che spera il giorno del ritorno e del matrimonio.

E LEE LA VA IN FILANDA (suono e canto) – 2,07 minuti;

E MI SUN CHI IN FILANDA (suono e canto) – 1,70 minuti;

VA IN FILANDA LAURA’ BEN (suono e canto) – 1,40 minuti;

Fulgida era stata, per molti secoli, in tutta la Brianza l’attività dell’allevamento del baco da seta e di tutte le inerenti lavorazioni, infatti l’importanza di queste attività è sottolineata più volte nel romanzo del Manzoni, dicendo che Renzo Tramaglino costretto a rifugiarsi dall’altra sponda del fiume Adda nella Bergamasca allora dominazione Veneta, dopo i tumulti di Milano, non aveva avuto difficoltà a trovare lavoro anzi era molto ricercato in quanto esperto filatore.

Questi canti popolari sono ispirati ai periodi in cui la maggior parte delle donne lavoravano la seta, dall’alba al tramonto, in questi opifici denominati “Filande” da cui si levava il canto di queste donne che erano soler trascorrere le giornate di lavoro cantando per far sì che passavano più velocemente e spensieratamente.

Il lavoro in filanda era molto duro e faticoso, le nostre “nonne” erano costrette a lavorare dall’alba al tramonto con ritmi molto intensi e sempre sotto l’occhio di qualche superiora.

ADDIO MIA BELLA ADDIO

LA BANDIERA TRICOLORE

LA BELLA GIGOGIN

VARDA GYULAI

LA MOGLIE DI CECCO BEPPE

BEL USELIN DEL BOSCH

VA PENSIERO

Questi brani/canti popolari risalenti al Risorgimento Italiano sono stati inseriti nel repertorio del gruppo nel 2011 in occasione dei festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Ci è sembrato doveroso, attraverso questi canti, celebrare questa ricorrenza in quanto cittadini italiani, ma anche come membri di un gruppo folclorico che, ancora prima della nascita della nazione, si è fatto portatore della tradizione storica, culturale e popolare della Brianza, della Lombardia ed anche dell’Italia intera.

MADONNINA DAI RICCIOLI D’ORO

MADONNA NERA

SANTA MARIA DEL CAMMINO

TI RINGRAZIO MIO SIGNORE

ALLELUIA DI TAIZE’

OSANNA E’ (SANTO)

Questi canti, eseguiti sempre con l’accompagnamento musicale del “Firlinfeu”, sono stati inseriti nel repertorio del nostro gruppo onde poter partecipare a delle funzioni religiose, ad esempio animando una S. Messa dall’inizio alla fine. Infatti, in molti eventi-manifestazioni a cui partecipiamo, la festa popolare-paesana è accompagnata quasi sempre da un momento di raccoglimento o da una funzione religiosa.

 

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Musiche
Scritto da Igor Colombo  

I suonatori (Firlinfeu) eseguono waltzer, mazurke, polke, fantasie e marce di varie epoche dal ‘600 sino ai primi del ‘900. Su alcune musiche viene aggiunto il ballo o il canto e sono quasi tutte tramandate a voce (senza spartito) di generazione in generazione ed arrangiate dai vari maestri che si sono succeduti nella direzione del gruppo nel corso degli anni. Inoltre, il repertorio del gruppo è arricchito da altri pezzi (Fantasia di Natale, Inno di Mameli, musiche sacre, etc.) non propriamente tradizionali-popolari-folclorici, ma “necessari” in determinati eventi, ricorrenze o funzioni religiose.  

SUONO

SUONO 01

VARIE MARCE E WALTZER (suono);

Il gruppo ha in repertorio tantissime “marcette” e waltzer. Musiche tramandate a voce di generazione in generazione fino ai giorni nostri, autentiche, risalenti alla tradizione popolare e folclorica della Brianza, infatti vengono eseguite anche dagli altri gruppi di “Firlinfeu” delle Province di Lecco e Como. Le marce vengono suonate per lo più durante le sfilate ed i cortei ed una curiosità è che inizialmente venivano intitolate con un numero (es. marcia 74) successivamente gli veniva abbinato nel maggiore dei casi un nome (es. La Geromina), magari per dedicargli la suonata.

FANTASIA ITALIANA (suono) – 4,24 minuti;

Con questo pezzo il gruppo propone un insieme di musiche e canti popolari provenienti da diverse regioni d’Italia a ricordare il folclore e le varie tradizioni della musica popolare italiana.

LA PRIMAVERA (suono) - 4,40 minuti;

E’ forse la suonata più bella, particolare ed impegnativa che il gruppo ha in repertorio, non è un pezzo musicale della tradizione popolare e folclorica della Brianza, ma è una traccia di musica classica di fine ‘800 adattata al nostro tipico strumento (firlinfeu) dove si alternano waltzer, marce, assoli dei cantabili e parti a tempo.

FRATELLI D’ITALIA / INNO DI MAMELI (suono) – 1,59 minuti;

Non poteva mancare nel nostro repertorio l’inno del nostro amato paese, scritto da Goffredo Mameli (nato a Genova il 05 settembre 1827 e morto a Roma il 06 luglio 1849 a soli 22 anni).

FANTASIA DI NATALE (suono) – 5,30 minuti;

Questa fantasia è un insieme delle più famose canzoni di natale (Piva Piva, Tu Scendi dalle Stelle, Adeste Fidelis, Col Bianco tuo Candor, Jingle Bells) ed è stata arrangiata ed adattata al nostro strumento dal maestro del gruppo Marco Formenti per festeggiare la ricorrenza del S. Natale.